Oggi sono tornato a camminare. Erano circa 5 mesi che non andavo causa un infortunio subito quest’estate.
Ho risentito l’aria sulla pelle, ho rivisto i miei paesaggi fatti di gelo e silenzio, in una terra che riposa in attesa del risveglio primaverile.
Qualcosa però era diverso, il mondo era fermo. O meglio il mio sentire era fermo. Non più l’inquietudine che mi accompagna da sempre. Non so dirvi se sono gli anni che passano, o una nuova consapevolezza maturata nel tempo, o le ferite accumulate. Però mi ha fatto stare bene.
Pensavo a questo scorcio di secolo che viviamo. Sembra tutto un post, post-capitalismo, post-lavoro, post-socialità, insomma in una parola post-umano. Ma poi non credo sia davvero così. E’ l’ombra che il Novecento proietta su di noi. La gente vive, sogna, ama in ogni caso, forse in forme diverse che io non riesco a capire.
E poi naturalmente c’è la musica. Quella non manca mai nella mia vita. Chissà cosa mi riserverà il futuro… ma poi è davvero così importante?

Rispondi