Mentre aspettavo davanti all’ascensore, qualcuno mi ha riconosciuto. “E’ lei Melanie Minor?” ha chiesto. Era un bel giovanotto che rientrava dal lavoro, la bicicletta portata a mano, i pantaloni stretti alle caviglie da una molletta. “Si” gli ho risposto. L’ascensore è arrivato. Rudy, il mio amico, abita in un vecchio edificio; l’ascensore si ferma al piano ma bisogna aprire le porte da soli. E richiuderle. 

Ci ha pensato il giovanotto in bicicletta. “L’ho vista nel Dorian Gray al Glimmerglass. Ho pensato che fosse la migliore in assoluto. La sua Sybil era meravigliosa”. 

“Grazie” ho detto io.

“Canta a New York?”.

“Quest’anno no”.

“Mi piacerebbe tanto ascoltarla di nuovo, ha una voce stupenda. Ed è stata davvero divertente, a mio parere”.

“Grazie” ho detto.

“Lo spettacolo va da qualche altra parte?”. 

“No, finisce lì”.

L’ascensore è arrivato al piano del giovanotto. Gli ho tenuta aperta la porta e lui ha tirato fuori la bicicletta. “E’ stato un piacere conoscerla” ha detto. “Buonasera”.

“Buonasera” ho risposto. Ho richiuso la porta e proseguito. Ero felice, un sentimento che non volevo provare perché non era un’occasione felice: era l’ultima volta che andavo Rudy, in quella che era stata la sua casa. La mattina dopo sarebbe partito per l’Iowa, per tornare dai suoi, nel luogo da cui era venuto. Aveva l’AIDS e aveva deciso di lasciare New York. Di tornare alle sue radici per condurre una vita semplice, tranquilla. Un anno prima era morto Michael, il suo compagno. Rudy aveva deciso allora di andarsene, ma gli ci era voluto un anno, un anno intero per sciogliere i legami con la sua vita newyorkese, e in quel periodo avevo notato come si ritirava in sé  stesso mentre si sbarazzava di ciò che possedeva. Quella sera andavo a salutarlo e a prendere Gray, la sua gatta. La gatta di Michael per la verità. E poi di Rudy. Ora in procinto di diventare la mia. 

Continua…

Questo racconto ( che ho diviso in tre parti) fa parte della raccolta Che cosa fa la gente tutto il giorno? di Peter Cameron. Libro delizioso che racconta in maniera ironica, delicata e profonda spaccati di una vita quotidiana contemporanea fatta di piccole solitudini, di malinconia, di incomunicabilità. I dialoghi, essenziali e brevi, sono stranianti, come se la gente si parlasse, ma in realtà non riuscisse a capirsi. Letto in un paio di giorni, aiuta a riflettere e a consolarsi con un pò di humor in questo mondo sfatto e grigio, popolato da persone che nel loro essere disadattate restano piene di umanità.

3 risposte

  1. Avatar cate b

    Ooh, Cameron… mi piace quello che ha da dire e come lo dice. Un paio di suoi li ho già letti, questo che citi tu è in lista da un po’, mi sa che è venuta l’ora di leggerlo (appena finito il librone che ho per le mani).
    Un sorriso, Daniele.

    1. Avatar Daniele

      Io ho letto anche il romanzo “un giorno questo dolore sarà utile” e ho apprezzato anche quello. Ottimo scrittore.

      Ciao Cate 😘

      1. Avatar cate b

        “Cose che succedono di notte” (trovo abbia la dimensione di un sogno o, forse, di un incubo… ma non solo) è stato quello che mi ha fatto scattare la scintilla per Cameron. Ne avevo scritto su Caffè Letterario.

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