El Almendral

Questo è un crocevia di storie, musica, sogni e rimpianti, ma è soprattutto un luogo di redenzione. Ci puoi arrivare a piedi, scendendo per il sentiero che viene dalle colline, ma anche in carrozza, per la strada di Gérgal, o su una chiatta, scendendo il fiume. Ci puoi arrivare per caso, per necessità, per bisogno di parole o incontri. Uno spazio sobrio e originale legato ad un tempo più lento, dove ricaricarsi in un mondo che prosciuga la nostra attenzione in facezie, nella frenesia di una  corsa che ci porta ad avere un fiato sempre più corto.

Troverete ad accogliervi Elea, emblema della tensione filosofica, specialista nel costruire ricami di senso, Euribia, figura che trae la sua forza dalle maree, per i vostri quesiti morali e Talia,  compagna di viaggio della comune commedia umana. Qui, ai confini del mondo, “è bellissima la vita per gli uomini, non c’è tempesta di neve né rigido inverno né pioggia, ma sempre l’Oceano manda soffi di Zefiro che spira sonoro e rianima gli uomini “(Odissea, IV, 565-568).

Soffia un vento meridiano che dissolve le contraddizioni dell’esistenza, per cui mezzanotte è anche mezzogiorno, dolore è anche un piacere, maledizione è anche una benedizione, notte è anche un sole. Nella coincidenza di mezzogiorno e mezzanotte emerge un sentimento di felicità; una felicità che, appare profonda e perfetta. Nel tempo grave e silenzioso del meriggio, in cui nel sonno dei mortali la vicinanza del divino diviene incombente, il presente diventa ricordo e il futuro assume le sembianze di uno spettrale presente, avviene uno scarto temporale – l’intempestivo – che incrina la superfice del tempo e lo apre all’eternità.