Allineamenti

Il rischio che noi corriamo è di essere sempre più esposti ad un presente senza memoria,  percepiamo il tempo come immobile, senza passato, né futuro. Una vita così, è una vita che non progredisce e non si proietta in una direzione diversa e migliore. A maggior ragione, nell’epoca del linguaggio dell’odio, del riemergere dei razzismi ed degli estremismi che gettano un velo sinistro sul prossimo futuro, bisogna ripartire dagli esempi virtuosi della Storia e dal pensiero, come antidoto ad ogni forma di dittatura. Secondo Hanna Arendt, questa inizia con il disprezzo di ciò che abbiamo. Il secondo passo è «Le cose devono cambiare, non importa come, qualunque cosa è meglio di quello che abbiamo». I governi totalitari, secondo la filosofa organizzano questo sentimento di massa e articolandolo fanno sì che le persone lo apprezzino. Si prepara così la Gleichschaltung. Ovvero il processo di allineamento.

« Sei allineato non con le autorità. Ma con il tuo vicino, con la maggioranza. Il totalitarismo fa leva sui pericolosi bisogni emotivi di persone che vivono nell’isolamento e nel timore dell’altro. Quello che consente ad uno stato totalitario di governare è la disinformazione, una stampa non libera, una sequela di bugie. E un popolo che non può giudicare, non può neanche decidere. È privato dalla capacità di agire, ma anche della capacità di pensare e giudicare. E con un popolo così ci puoi fare quello che vuoi. »

Hannah Arendt, The New York Review of Books, 26 ottobre 1978

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