Tre maestri: #2 Goffredo Fofi

La funzione della “cultura” è, ritengo, la “ricerca della verità”, il dovere della conoscenza utile alla trasformazione (che non sempre significa progresso), e infine, per chi ancora al sociale è interessato e pensi che il suo lavoro debba fare i conti con quello, qualcosa che definirei come la difesa degli interessi delle masse dalla politica. […]

La base su cui si reggono gli attuali poteri nel mondo “primo” e “secondo” è in definitiva sintetizzabile, mi pare, in due “messaggi”: il consumo e il consenso. Contrario del consumismo è la negazione del superfluo; contrario del consenso è il ragionare con la propria testa, volersi “autodiretti” e non “eterodiretti” come narrava una vecchia e ancora onesta sociologia. Ma “autodiretto” non vuol dire l’apparente originalità del culto dell’apparenza (look), così come non vuol dire la logica quasi etologica dell’affermazione individuale e di gruppo, che è poi l’esaltazione di una logica da cavellette, quella stessa che ha portato all’arrembaggio della natura e delle risorse, e alla loro distruzione.

Contrario del consumismo è dunque la solidarietà con chi non ha, la spartizione dei beni dentro un percorso che contempla un diverso uso delle risorse poiché la nostra solidarietà non può fermarsi ai viventi di oggi e deve guardare più lontano, ai nostri figli e nipoti; contrario del consenso è l’affermazione del pensiero e della coscienza individuali per la costruzione di un sistema di valori opposto a quello presente che ha la sua forza nella affermazione dell’homo homini lupus, sia pure con la vellutata copertura della dimenticanza che ne viene offerta come collettiva panacea.

Goffredo FofiPasqua di maggio

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