E uno pensa che se si fermasse,
se si potesse fermare,
si getterebbe nell’erba alta
e ne godrebbe ogni stelo.
Pensa che i papaveri, ed i salici,
ed i pioppi in filari
rigonfi di verde nella giovane estate
grondante di piogge
sarebbero più che baci fugaci
che san di rimpianto,
ma tutti, uno ad uno li si saprebbe,
ognuno sarebbe
un amore, una gioia.
Uno lo pensa, lo vuole,
spalanca gli occhi
a cercar di rubare all’istante
quella vista che potrebbe saziare
se solo a fermarsi,
ma si inganna e lo sa.
Se si fermasse nell’erba il prurito
lo spinge più avanti,
lo fa ripartire.
Da qualche parte nell’etere, 18 giugno 2019

Rispondi