Dietro una pistola antisemita

Un evento tanto grave, quanto ripugnante, come l’attentato antisemita del 24 maggio 2014, in giorno di sabato, al Museo Ebraico di Bruxelles, ci ricorda che oggi, 27 gennaio giornata della Memoria, ricordare rimane un dovere e un imperativo morale.

Un terrorista solitario piomba nelle pacifiche sale, uccide tre persone, altre ne avrà ferite, nessuno lo ferma, si dilegua. Fortunatamente non del tutto: sei giorni dopo la polizia francese lo arresta e lo identifica alla stazione centrale di Marsiglia. Lui confessa: è sulla trentina, cittadino francese, si chiama Mehdi Nemmouche, delinquente comune convertito in carcere al guerrasantismo islamico, guerrigliero in Siria, dove non valgono più i principi umani, tornato “per uccidere ebrei” dappertutto, ma attirato evidentemente dall’opportunità di fare un colpo straordinario. Non gli bastava uccidere: aveva con sé un apparecchio di ripresa per documentare la gesta e farla nota per diffusione televisiva (destinazione Al Jazeera). Impressiona, nelle foto scattate, una povera innocente stesa al suolo che ha nel palmo aperto della mano la guida del museo comprata poco prima.

Una donna a terra, come la giovane vittima di Bruxelles, l’avevo intravista in rue des Roisiers (quartiere di deportati, quarant’anni prima) un giorno d’agosto del 1982, diretto alla Libreria Judaica, a Parigi. Seppi che era la cassiera, di nome Irene, e che le stavano praticando sul posto una trasfusione. Orribile, quell’attentato, dalla strada al ristorante cashèr dei Goldenberg, padre e figlio, che accoglievano fraternamente sia ebrei che musulmani. Sei vittime sotto il lenzulo, nel vicino cortile. Fu un attentato alla specie umana, perché un crimine contro un luogo pubblico dove è ospite l’Amicizia è un crimine contro tutto ciò che è umano.

Così al Museo di Bruxelles. Così alla scuola ebraica di Tolosa. Così – incancellabile nefandezza – alle Olimpiadi di Monaco del 1972: su cui vergogna eterna perché i giochi non vennero sospesi.

Guido Ceronetti

2 risposte a “Dietro una pistola antisemita”

  1. Come sempre ci sono i convinti, i convertiti, gli esagerati e i fanatici…I fanatici sono i peggiori.Ciao 🙋🏻

  2. Sono attentati odiosi perché si colpiscono persone a caso come al gioco dei birilli. Non ci sono motivazioni ma solo l’insensatezza di un odio senza fine.

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